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Novità · Prati sintetici

Verde tutto l'anno,
anche dove non cresce.

Terrazzi, bordi piscina, aree gioco, cortili all’ombra e zone di passaggio: dove il prato vero combatte ogni stagione, il sintetico risolve e basta.

Quando il sintetico è la scelta giusta

Il prato sintetico non è un ripiego per chi non ha voglia di tagliare l’erba. È la soluzione sensata in tutte le situazioni in cui il prato naturale parte già perdente:

  • terrazzi e superfici pavimentate, dove non c’è terra e non ci sarà mai;
  • cortili in ombra fitta, dietro casa o fra edifici, dove l’erba resta rada e il muschio prende il sopravvento ogni inverno;
  • bordi piscina, dove si passa sempre bagnati e il prato vero diventa fango;
  • aree gioco e percorsi, dove il calpestio si concentra sempre negli stessi metri quadri;
  • seconde case, dove nessuno c’è per irrigare e tagliare nel momento in cui servirebbe.

Dove invece c’è sole, spazio e qualcuno che se ne può occupare, un prato naturale ben fatto resta una cosa diversa e migliore. Ve lo diciamo: la pagina sui prati e tappeti erbosi spiega come lo facciamo.

Sintetico o naturale: il confronto

 Prato sinteticoPrato naturale
RisultatoImmediato, uniforme tutto l’annoStagionale: splendido in primavera, sofferente in agosto
ManutenzionePulizia e spazzolata occasionaleTaglio, concimazione, arieggiatura, risemina
AcquaNessuna, salvo risciacquiIrrigazione regolare da maggio a settembre
Ombra fittaIndifferenteRado, muschio, rischio di fallimento
Passaggio intensoRegge beneSi spela lungo i percorsi
CostoPiù alto alla posa, quasi nullo dopoPiù basso alla posa, ricorrente ogni anno

Come si posa (e dove si sbaglia)

La qualità di una posa sta quasi tutta sotto il manto. L’erba si sceglie, il fondo si costruisce.

  1. Scavo e rimozione dello strato superficiale, dell’erba esistente e delle radici.
  2. Sottofondo drenante, in strati compattati, con le pendenze che portano l’acqua dove deve andare. È il passaggio che decide tutto: un fondo che cede si vede subito come avvallamento, un fondo che non drena si vede al primo temporale come pozza che non se ne va.
  3. Strato di allettamento livellato e rifinito, perché ogni sasso rimasto sotto si sentirà sotto i piedi per anni.
  4. Posa del manto con le fibre tutte orientate nello stesso verso: se due teli vanno in direzioni diverse, la luce li farà sembrare di due colori.
  5. Giunzioni e fissaggi, nascosti e continui, e rifilature contro cordoli, aiuole e chiusini.
  6. Intaso, dove previsto dal tipo di manto, e spazzolatura finale per alzare le fibre.
Il difetto che si vede sempre

Nelle pose fatte in fretta il punto debole non è mai il centro: sono i bordi. Il manto che si arriccia contro il muretto, la fuga aperta lungo il vialetto, l’angolo attorno al chiusino tagliato a occhio.

È anche il modo più rapido per giudicare un preventivo: chiedete come vengono risolti i bordi e i punti attorno agli ostacoli.

Come si tiene

Rimuovere foglie e detriti prima che si decompongano, perché l’humus che si forma nelle fessure è esattamente il letto di semina di cui le infestanti hanno bisogno. Una spazzolata contropelo ogni tanto nelle zone di passaggio, per rialzare il filato schiacciato. Un risciacquo quando serve.

Non serve altro: niente tagli, niente concimazioni, niente irrigazione programmata.

Quanto costa il vostro?

Dipende dai metri quadri, dal tipo di fondo esistente e dal manto scelto. In sopralluogo misuriamo e vi diamo un prezzo chiuso.

Lun–Ven 8–12 / 14–18
Domande frequenti

Quello che
ci chiedono
di più.

Se la vostra domanda non è qui, chiamateci: rispondiamo volentieri anche prima di un preventivo.

Quasi. Serve un sottofondo preparato e drenante: è lì che si gioca la differenza fra una posa che dura e una che dopo due anni fa pieghe e ristagni. Su terrazzi e superfici già pavimentate la posa è più rapida; su terra il fondo va preparato.

In sopralluogo verifichiamo pendenze, scarichi ed esposizione e vi diciamo se conviene il sintetico o se in quel punto il prato vero se la cava benissimo.

Un manto di buona qualità, posato su un fondo fatto bene, resta in servizio per molti anni. Le due cose che lo consumano sono il calpestio concentrato sempre negli stessi punti e l’esposizione continua al sole, che nel tempo attenua il colore.

Il fattore che accorcia di più la vita di un sintetico non è l’usura del filato, ma il sottofondo: se cede o non drena, il manto si deforma e non c’è qualità di erba che tenga.

Molto meno di un prato vero, ma non zero. Serve rimuovere foglie e detriti, perché se restano producono humus nelle fessure e su quello germinano le infestanti; ogni tanto va ravvivato il filato con una spazzolata contropelo, soprattutto nelle zone di passaggio.

Nessun taglio, nessuna concimazione, nessuna irrigazione se non un risciacquo occasionale.

Sì, ed è anzi uno dei motivi per cui viene scelto più spesso: niente fango, niente buche, niente zone spelate lungo il percorso che il cane fa sempre.

La condizione è che il sottofondo dreni davvero, così che i lavaggi scendano invece di ristagnare. Con un buon drenaggio la pulizia è una questione di acqua e, quando serve, di un prodotto neutro.

Al sole pieno la superficie scalda più dell’erba vera, come qualsiasi materiale sintetico. Nelle ore centrali di luglio si sente, ed è un aspetto che va messo in conto in un’area totalmente esposta.

Nella pratica è raramente un problema dove il sintetico ha più senso — terrazzi ombreggiati, cortili, bordi piscina dove si passa bagnati — e una bagnatura veloce lo riporta subito a temperatura.

Costa di più il giorno della posa e molto meno negli anni successivi. Sul prato naturale la spesa iniziale è contenuta ma poi ci sono tagli, concimazioni, acqua e risemine ogni stagione.

Il conto si ribalta tanto prima quanto più l’area è piccola e difficile: su cento metri quadri in pieno sole il prato vero resta competitivo, su venti metri di cortile in ombra il sintetico ha già vinto in partenza.

Parliamone

Venite a vedere
dove non cresce niente.

Portateci nel punto peggiore del giardino: quello in ombra, quello sempre fangoso, quello che risemina ogni anno e ogni anno torna spelato.