La sequenza non è un vezzo organizzativo: ogni fase decide quella dopo. Un impianto di irrigazione posato prima di sapere dove andranno le siepi bagnerà sempre il punto sbagliato. Un prato seminato su un terreno non drenato farà pozze al primo autunno. La maggior parte dei giardini che ci chiedono di rifare non è stata fatta male: è stata fatta nell’ordine sbagliato, da fornitori diversi che non si parlavano.
Si parte da un sopralluogo. Si guarda l’esposizione — dove batte il sole a marzo e dove ad agosto non arriva mai — come scorre l’acqua quando piove forte, che tipo di terreno c’è sotto i primi venti centimetri, e cosa esiste già che valga la pena tenere.
Da qui nasce la tavola di progetto: dove va il prato, dove le zone piantumate, dove si cammina, dove si sta all’ombra. Sui progetti che lo richiedono lavoriamo con paesaggisti e professionisti della progettazione del verde. Se volete approfondire questa fase c’è una pagina dedicata alla progettazione del verde.
È la parte che non si vede e che decide se il giardino durerà. Movimento terra e modellazione per dare le pendenze giuste, drenaggi dove l’acqua si ferma, rimozione di macerie e materiale di risulta — nei giardini di case nuove ce n’è quasi sempre, appena sotto lo strato di terra di riporto.
Qui si prepara anche il letto di semina o di posa: terreno lavorato, livellato e affinato. Un prato bello nasce da un fondo fatto bene molto più che dal seme che ci si mette sopra.
Con il terreno modellato e prima di piantare si posano gli impianti: irrigazione interrata a settori, gocciolatori nelle zone piantumate, predisposizioni per l’illuminazione e le opere che passano sottoterra. Farlo adesso significa non dover riaprire nulla dopo. Il dettaglio è nella pagina impianti di irrigazione.
Messa a dimora di alberi, arbusti, siepi e fioriture, e stesura del prato. La scelta delle essenze è già stata fatta in progetto sulla base di esposizione e terreno, ma il momento della piantumazione ha le sue regole: la buca larga il doppio della zolla, il colletto a livello del terreno e non sotto, la bagnatura d’impianto abbondante anche se il giorno dopo piove.
Per il prato si sceglie fra rotoli, semina e sintetico secondo l’uso che ne farete e i tempi che avete: il confronto è nelle pagine prati e tappeti erbosi e prati sintetici.
Un giardino nuovo è un giardino fragile: il primo anno è quello in cui le piante decidono se attecchire, e la maggior parte dei fallimenti si concentra lì. Per questo consegniamo sempre con indicazioni chiare su irrigazione e primi tagli, e nella maggior parte dei casi restiamo a seguirlo con un programma di manutenzione.
Se il budget non copre tutto, meglio dividere per strati e non per zone: prima terreno, drenaggi, impianti e struttura verde — alberi e siepi, che hanno bisogno di anni per crescere — poi, in un secondo momento, fioriture, arredi e finiture.
Fare metà giardino completo e metà niente sembra più soddisfacente subito, ma costringe a riaprire il cantiere e a rifare i collegamenti.
Un preventivo di creazione giardino serio elenca le lavorazioni, non solo il totale. Nel nostro trovate voce per voce:
Se qualcosa non è quantificabile prima di aprire il terreno ve lo diciamo subito, invece di farlo scoprire a metà lavoro.
Veniamo a vedere il terreno, ascoltiamo cosa avete in mente e vi lasciamo una proposta scritta. Da lì decidete voi, con calma.
Il cantiere di un giardino residenziale si misura in settimane, non in mesi: preparazione del terreno, impianto di irrigazione, piantumazione e prato. A questo va aggiunto il tempo del progetto, che dipende da quanto è complesso il terreno.
La variabile che sposta di più le date è la stagione: prato e piante hanno periodi in cui attecchiscono molto meglio. Se ci contattate in anticipo programmiamo il cantiere nel momento giusto, invece che nel primo momento libero.
Per la messa a dimora e per il prato i due periodi buoni sono l’autunno e la primavera, quando il terreno è ancora caldo ma l’aria non lo è troppo: le radici hanno tempo di svilupparsi prima dello stress termico.
L’estate piena è il momento peggiore per piantare, ma è ottimo per il movimento terra e per gli impianti, che sul terreno asciutto si fanno meglio. Su un giardino completo capita spesso di iniziare in estate e chiudere in autunno.
Potete affidarci tutto. Seguiamo il percorso completo, dal progetto alla manutenzione, senza che dobbiate coordinare più fornitori.
Sui progetti che lo richiedono collaboriamo con paesaggisti e professionisti della progettazione del verde: il disegno guadagna in qualità, ma l’interlocutore per voi resta uno solo.
Sì. Terra di risulta, macerie, ceppaie e materiale di potatura vengono portati via: il cantiere si consegna pulito. È una voce che nei preventivi viene spesso dimenticata e che poi ricompare a lavoro finito.
Il risultato immediato può anche assomigliarsi. La differenza si vede al secondo o terzo anno, quando emergono le conseguenze delle scelte fatte sottoterra: drenaggi mancanti, settori di irrigazione sbilanciati, piante messe dove non avevano spazio per crescere.
Avere una sola impresa che ha visto il terreno prima di coprirlo significa anche che, se qualcosa non funziona, sapete a chi chiedere.
Un terreno appena consegnato, un giardino da rifare, un’area che non avete mai capito come sfruttare. Veniamo a vedere e vi diciamo cosa faremmo noi.