Aiuola realizzata attorno a un albero
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Potatura e cura degli alberi

Potare bene
vuol dire togliere poco.

Potature di formazione, contenimento e messa in sicurezza, abbattimenti quando servono davvero, e trattamenti fitosanitari nei periodi utili.

Perché si pota

Un albero in natura non ha bisogno di nessuno. In giardino sì, ma per motivi precisi: perché sta addosso a un edificio, perché ha rami secchi o mal inseriti che possono cadere, perché la chioma è diventata così densa da fare da vela al vento, o perché da giovane va impostata la struttura che si porterà dietro per decenni.

Fuori da questi motivi, potare fa più danno che bene. Ogni taglio è una ferita che la pianta deve chiudere spendendo energie, e un albero potato troppo reagisce producendo getti disordinati che lo rendono negli anni più ingombrante e meno sicuro di prima.

I tipi di intervento

Potatura di formazione

Sui soggetti giovani, per impostare una struttura equilibrata: un solo asse dominante dove la specie lo prevede, branche ben distribuite e inserite bene. Sono tagli piccoli fatti al momento giusto, che evitano interventi molto più invasivi vent’anni dopo.

Potatura di contenimento

Quando la chioma è arrivata dove non deve stare. Si lavora sui rami giusti, riducendo verso diramazioni in grado di assumere il ruolo di guida, invece di accorciare tutto alla stessa altezza. Il risultato è una pianta più piccola che resta una pianta, non un moncone.

Messa in sicurezza

Rimozione di seccume, rami rotti o mal inseriti, alleggerimento delle branche più esposte. È l’intervento che si fa dopo una nevicata pesante o una tempesta, e quello che andrebbe fatto prima.

Abbattimento

Quando la pianta è irrecuperabile o non più sicura. Si lavora in tiro controllato dove non c’è spazio di caduta, e si rimuove tutto il materiale. Su richiesta si elimina anche la ceppaia.

La capitozzatura non è una potatura

Tagliare la cima a un albero lascia ferite grandi che la pianta fatica a compartimentare, e apre la strada a marciumi e funghi. I getti che ricacciano sono attaccati male al legno vecchio: dopo qualche anno l’albero è più alto di prima e molto meno sicuro.

Se serve ridurre l’ingombro esistono potature di contenimento che ottengono lo stesso risultato senza indebolire la pianta. Costano un po’ di più e durano molto di più.

Trattamenti fitosanitari

Prevenzione e cura di malattie e parassiti su alberi, siepi e arbusti. La parte più utile del lavoro è il monitoraggio: quasi tutti i problemi hanno una finestra in cui l’intervento è efficace e leggero, e fuori da quella finestra servono dosi maggiori per risultati peggiori.

Molte situazioni, poi, non si risolvono con un prodotto ma con una scelta agronomica: una pianta che si ammala ogni anno nello stesso punto sta quasi sempre dicendo che quel punto non fa per lei.

Sicurezza

Il lavoro in quota e l’abbattimento in spazi stretti sono la parte più delicata: si lavora con attrezzatura adeguata, area di cantiere delimitata e materiale calato in modo controllato quando sotto c’è qualcosa da non colpire. Il materiale di risulta viene rimosso e l’area consegnata pulita.

Un ramo che vi preoccupa?

Meglio farlo vedere prima della prossima nevicata che dopo. Il sopralluogo su una pianta singola è veloce.

Lun–Ven 8–12 / 14–18
Domande frequenti

Quello che
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di più.

Se la vostra domanda non è qui, chiamateci: rispondiamo volentieri anche prima di un preventivo.

Per la maggior parte delle latifoglie il periodo migliore è il riposo vegetativo, quindi fra la fine dell’autunno e la fine dell’inverno, quando la pianta non è in attività e la ferita si chiude più facilmente.

Ci sono però eccezioni importanti: alcune specie essudano linfa in modo abbondante se potate a fine inverno, le piante da fiore si potano dopo la fioritura per non perdere le gemme dell’anno, e le potature di sicurezza su rami pericolanti si fanno quando serve, in qualsiasi stagione.

Molto meno spesso di quanto si pensi. Un albero sano, piantato dove ha spazio, ha bisogno di pochi interventi mirati nei primi anni per impostare la struttura e poi di controlli periodici.

Le potature frequenti e drastiche sono quasi sempre il sintomo di un problema a monte: una pianta messa dove non ci stava. In quel caso vale la pena valutare se non convenga sostituirla con una specie adatta, invece di combatterla ogni anno.

È una pratica sconsigliata dalla buona tecnica arboricolturale. Tagliare la cima di un albero lascia ferite grandi che la pianta fatica a compartimentare, ed è una porta aperta per marciumi e funghi.

In più provoca il ricaccio di molti getti sottili, attaccati male al legno vecchio: dopo qualche anno l’albero è più alto di prima e molto meno sicuro. Quando l’obiettivo è ridurre l’ingombro esistono potature di contenimento fatte sui rami giusti, che ottengono lo stesso risultato senza indebolire la pianta.

Quando è irrecuperabile o non più sicuro: marciumi estesi al colletto o alle branche principali, inclinazione progressiva con sollevamento delle radici, danni strutturali dopo un evento meteorologico.

Prima di arrivarci vale sempre la pena valutare se un intervento di alleggerimento e messa in sicurezza possa bastare. Un albero maturo è un patrimonio che non si ricompra: sostituirlo con uno della stessa dimensione è praticamente impossibile.

Dipende dal Comune e dalla situazione: molti regolamenti comunali del verde disciplinano l’abbattimento di alberi sopra certe dimensioni, e ci sono vincoli specifici per alcune specie o aree.

Prima di intervenire è una verifica da fare, e su un albero importante conviene farla per iscritto. In sopralluogo vi diciamo se il caso rientra fra quelli da verificare.

Sì. Rami, tronchi, cippato e ceppaie vengono rimossi e smaltiti, e l’area viene consegnata pulita. Se preferite tenere la legna, si concorda prima dove lasciarla.

Parliamone

Prima di potare
guardiamo la pianta.

Specie, età, stato di salute e posizione decidono l’intervento. E a volte decidono che l’intervento migliore è non farlo.