Prato curato con siepe di confine
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Prati e tappeti erbosi

Il prato è la prima cosa
che si guarda.

Rotoli o semina, e poi tutto quello che serve per tenerlo così: taglio, arieggiatura, concimazioni e risemine nei periodi giusti.

Rotoli o semina

Sono due strade per lo stesso risultato, con tempi e costi diversi. La scelta dipende quasi sempre da quanto potete aspettare.

Prato in rotoli

Zolle di prato già formato, coltivate altrove e posate sul terreno preparato. Il giardino è verde il giorno stesso e calpestabile in tempi brevissimi. Costa di più al metro quadro, ma quando c’è una data — una casa da consegnare, una struttura che apre, un evento — non c’è alternativa.

Attenzione a una cosa: il rotolo non fa miracoli sul fondo. Se il terreno sotto è compattato o non drena, la zolla resta verde qualche mese e poi comincia a soffrire come qualsiasi altro prato.

Semina

Costa meno e ha un vantaggio che i rotoli non hanno: permette di scegliere il miscuglio sulla base dell’esposizione reale e dell’uso. Un prato che sta mezza giornata all’ombra vuole specie diverse da uno in pieno sole, e un prato su cui giocano dei bambini vuole specie che sopportano il calpestio.

In cambio chiede pazienza e, soprattutto, irrigazione costante nelle prime settimane: il seme germina solo se il primo centimetro di terreno resta umido. È lì che si perdono la maggior parte delle semine, non nella scelta del seme.

Il fondo conta più del seme

Che si scelga l’una o l’altra strada, il lavoro serio si fa prima: livellamento, affinatura, correzione del terreno dove serve e verifica che l’acqua abbia una via d’uscita. Un prato posato su un fondo fatto bene perdona molti errori successivi. Il contrario non è mai vero.

Come si tiene un prato durante l'anno

Taglio

In piena stagione una volta alla settimana, in primavera anche di più. La regola pratica è non togliere mai più di un terzo dell’altezza: tagliare cortissimo dopo aver lasciato crescere troppo è il modo più veloce per ingiallire tutto. D’estate conviene alzare la lama: l’erba più alta fa ombra al terreno e trattiene l’umidità.

Concimazione

Almeno due passaggi, primavera e fine estate, con formulazioni diverse: in primavera serve spinta, prima dell’inverno serve resistenza. L’eccesso di azoto dà un verde bellissimo e un prato fragile, molto più esposto alle malattie fungine.

Arieggiatura e risemina

Su un prato con qualche anno di vita è l’intervento che rende di più. Rompe lo strato di feltro che si forma fra erba e terreno e riapre il suolo compattato; abbinata a una risemina, riporta densità in poche settimane. Si fa nei periodi in cui il seme germina bene, non quando capita.

Irrigazione

Meglio poche bagnature lunghe che tante brevi: l’acqua deve arrivare in profondità, altrimenti le radici restano in superficie e il prato diventa dipendente. Le ore migliori sono le prime del mattino. Se l’impianto non è uniforme, si vede sul prato prima che sull’impianto: come lo progettiamo.

Dove il prato non ha senso

Se un angolo del giardino resta rado ogni anno nonostante risemine e concimazioni, quasi sempre il problema è la luce, e la luce non si aggiunge.

In quei punti conviene cambiare strada: una zona piantumata con specie da ombra, una pavimentazione, oppure un prato sintetico. Insistere costa ogni anno e non funziona mai del tutto.

Il vostro prato non vi convince?

Nella maggior parte dei casi il problema non è il seme: è la luce, l’acqua o il fondo. In sopralluogo si capisce in dieci minuti.

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Domande frequenti

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Il prato in rotoli dà un risultato immediato ed è calpestabile in tempi brevissimi: costa di più al metro quadro ed è la scelta giusta quando c’è una scadenza — una casa da consegnare, un evento, una struttura che deve aprire.

La semina costa meno e permette di scegliere il miscuglio più adatto all’esposizione e all’uso, ma chiede pazienza e irrigazione costante nelle prime settimane. Su superfici grandi è spesso la scelta più sensata.

In piena stagione una volta alla settimana, e in primavera anche di più. La regola più utile non è il calendario ma la proporzione: non togliere più di un terzo dell’altezza in un solo taglio.

Tagliare troppo corto dopo aver lasciato crescere troppo è il modo più rapido per ingiallire un prato: la pianta perde in un colpo la parte verde che le serve per rifarsi.

Le cause più frequenti sono tre, e si riconoscono dalla forma. Le zone rade sempre negli stessi punti in ombra indicano poca luce: lì nessun miscuglio farà miracoli. Le chiazze irregolari che compaiono in estate sono spesso irrigazione non uniforme: un settore che bagna meno degli altri.

Le macchie tonde che si allargano in fretta con caldo e umidità sono in genere di origine fungina, e vanno trattate riducendo prima le condizioni che le favoriscono: bagnature serali, ristagni, eccesso di azoto.

Serve, e su prati con qualche anno di vita è spesso l’intervento che dà il risultato più visibile per la spesa più bassa. Con il tempo il terreno si compatta e fra le radici e la superficie si forma uno strato di residui feltrato che impedisce ad acqua, aria e concime di scendere.

L’arieggiatura rompe quello strato e riapre il terreno. Fatta nel periodo giusto e seguita da una risemina, riporta densità in poche settimane.

Quando la parte buona è meno di metà, o quando il problema è sotto: terreno compattato, assenza di drenaggio, materiale di cantiere a venti centimetri di profondità. In quei casi risemine e concimazioni sono soldi buttati.

Se invece la struttura c’è e mancano solo densità e uniformità, un ciclo di arieggiatura, risemina e concimazione costa una frazione e dà risultati migliori del rifacimento.

Parliamone

Un prato bello
non è fortuna.

È il fondo giusto, il miscuglio giusto e qualcuno che passa nei momenti in cui serve. Il resto lo fa la pianta da sola.